Giorno della memoria – 27 gennaio 2022

Cari Concittadini,

la legge 20 luglio 2000 n.211 ha riconosciuto il 27 gennaio di ogni anno, giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ‘’Giorno della Memoria‘’.
Il nostro pensiero è rivolto innanzitutto agli uomini, alle donne e ai bambini che da quella prigione non fecero ritorno a casa.
Il nostro abbraccio stringe, idealmente, coloro che di quell’orrore sono stati superstiti e testimoni, trovando la forza di riaffacciarsi alla vita nonostante il dolore, nonostante le ferite mai rimarginate, nonostante quel numero impresso sulla pelle che tentava di negare, la dignità della persona.
Nonostante l’attuale emergenza sanitaria renda difficili le iniziative di commemorazione, l’Amministrazione Comunale di Petriolo vuole comunque contribuire ad un momento di riflessione sul significato della tragedia dell’olocausto.
La Shoah è assurta a simbolo del male assoluto per la sua enormità, sia nei numeri, che nell’ideologia che la ha partorita e ancora ci è difficile comprendere come tanti uomini e donne abbiano partecipato a questo crimine, addormentando la propria coscienza, ignorando il sentimento di umanità che vive in ognuno di noi.
La memoria della Shoah, non è un fatto che riguarda solo gli ebrei, che pure ne hanno pagato il prezzo più alto, ma è un fatto universale che riguarda tutta l’umanità.
Avere memoria e, soprattutto, coltivare quella memoria per trasferirla alle nuove generazioni è di fondamentale importanza, soprattutto perché negli ultimi tempi sempre più spesso assistiamo in tutto il mondo ad episodi di antisemitismo, odio e intolleranza.
Tocca a noi raccogliere i racconti di chi ha vissuto il buio dell’umanità, per spiegare come mai la Shoah è divenuta il simbolo di tutti i crimini commessi contro gli esseri umani. La razionalità, la scientificità e la brutalità con cui è stata programmata e realizzata ci dice che non bisogna limitarsi a condannare, ma è necessario prima di tutto capire. La comprensione del passato permette infatti ai giovani di interrogarsi sui limiti della nostra civiltà, sull’uso della violenza come pratica di potere, sull’aggressività del totalitarismo in tutte le sue forme, sulla cieca brutalità di chi vuol giudicare un uomo non per ciò che è, ma per l’etnia o la comunità cui appartiene. L’unico antidoto per evitare che la storia si ripeta è parlarne, ascoltare le testimonianze, spiegare l’orrore ai nostri figli affinché affrontino la vita con il coraggio di dire no al male.
Non posiamo perciò limitarci, oggi, ad assolvere al rito di un giorno, ma dobbiamo piuttosto riflettere sulle tante sorelle e tanti fratelli che sono morti, dopo aver patito sofferenze assurde, per dire insieme ‘’Mai più’’, consapevoli che è necessario l’impegno di tutti.
                                                                                   IL SINDACO
                                                                                Matteo Santinelli
Contenuto inserito il 27/01/2022
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